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NOME

       blackbox - un gestore di finestre per X11

SINTASSI

       blackbox -help | -version
       blackbox [ -rc rcfile ] [ -display display ]

DESCRIZIONE

       Blackbox  è  uno  dei  tanti  gestori di finestre per l’X Window System
       dell’Open Group, Versione 11 Release 6 e successive.  È scritto in  C++
       e  il  suo codice sorgente non è ereditato da altri gestori di finestre
       (anche se l’implementazione grafica è simile a quella di Window Maker).

       Da  quando  è  stata  scritta  la  prima linea di codice, Blackbox si è
       evoluto attorno ad una sola  prerogativa,  il  minimalismo:  non  vuole
       essere  grazioso alla vista, né iperaccessoriato o il più raffinato per
       conformarsi per esempio alla  famosa  ed  acclamata  interfaccia  Next.
       Blackbox è semplicemente veloce.

       Blackbox  fornisce  decorazioni  delle  finestre configurabili, un menù
       «root»  (da  cui  lanciare  le  varie  applicazioni),  la  barra  degli
       strumenti  che  mostra il nome dello spazio di lavoro corrente, il nome
       dell’applicazione focalizzata e l’ora corrente.  È  presente  anche  un
       menù  dello spazio di lavoro (workspace) per aggiungere o rimuovere gli
       spazi di lavoro.  Lo «slit» può essere usato per  «agganciare»  piccole
       applicazioni (ad esempio si può usare con la maggior parte dei bbtools)

       Blackbox è caratterizzato da gestione particolare delle  icone:  quando
       una  finestra  viene  minimizzata  non  appare  nessuna icona; tutte le
       finestre minimizzate delle applicazioni si possono vedere nel sottomenù
       «Icons»  dello spazio di lavoro. In questo modo il Desktop non sarà mai
       ingombro   di   icone.   Un’alternativa   alle    icone    è    fornita
       dall’«arrotolare»  le  finestre:  basta un doppio click sulla barra del
       titolo di una finestra per farla scomparire (resterà visibile  solo  la
       barra del titolo).

       Blackbox  utilizza  classi  grafiche proprie, scritte appositamente per
       effettuare rapidamente il rendering delle  immagini.  Attraverso  l’uso
       dei  «file  di  stile»  è  possibile  determinare con grande precisione
       l’aspetto  del  proprio  desktop.    Attualmente,   Blackbox   utilizza
       protocolli  propri  per comunicare con gli altri programmi client, come
       per esempio il pager. È in fase di sviluppo il lavoro per supportare le
       nuove specifiche utilizzate sia da GNOME che da KDE.

OPZIONI

       Blackbox supporta le seguenti opzioni da riga di comando:

       -help  Mostra  le  opzioni  per la riga di comando e le caratteristiche
              disponibili, poi esce.

       -version
              Mostra la versione ed esce.

       -rc filerc
              Usa un file rc diverso da quello di default ~/.blackboxrc.

       -display display
              Avvia Blackbox nel display specificato.  I programmi avviati con
              Blackbox  avranno  la  variabile  DISPLAY  impostata  sul  nuovo
              valore.

AVVIARE BLACKBOX

       Usualmente,  il  programma  viene  avviato  da  uno  script  di   avvio
       dell’utente,  chiamato  di  solito  ~/.xinitrc.   Per avviare blackbox,
       bisogna modificare lo script aggiungendo

            exec blackbox

       come ultimo comando  eseguibile  dello  script.   In  questo  caso,  la
       conclusione di Blackbox conclude anche la sessione di X.

       All’avvio,  Blackbox  tenterà  di cercare un file di menù di default in
       /etc/X11/blackbox/blackbox-menu.  Con questo file si fornisce  un  menu
       standard per gli utenti.

       Quando   si  esce  o  si  riavvia,  Blackbox  salverà  le  impostazioni
       dell’utente nel file ~/.blackboxrc nella directory dell’utente in home.
       Alcune risorse in questo file possono essere modificate a mano.

USARE BLACKBOX

       Dalla  versione  0.60.x,  Blackbox non gestisce più la tastiera in modo
       autonomo; questo compito è invece demandato  a  un  programma  esterno:
       bbkeys(1).   Perciò  in  questa sezione si parlerà solamente di tutti i
       comandi del mouse.

   Finestra principale o root (fondale):
       Un click con il tasto destro del mouse (3° tasto) mostra  il  menù  con
       cui  poter  lanciare  le  applicazioni.   Questo  menù può essere anche
       adattato a seconda delle proprie necessità.  Per la sua  locazione,  si
       veda  sopra.   Un click con il tasto centrale (2° tasto) mostra il menù
       dello spazio di lavoro (o workspace). Si possono aggiungere o rimuovere
       gli  spazi  di  lavoro,  vedere  le  applicazioni  attive  in  tutti  i
       workspace, ispezionare le  applicazioni  ridotte  ad  icona  e  saltare
       direttamente ad altri spazi di lavoro o applicazioni.

       Facendo  click  con  il  tasto  sinistro  del  mouse  (1°  tasto) su di
       un’applicazione si attiva il suo spazio di lavoro e le si dà il  focus;
       un  click  con  il tasto centrale (2° tasto) porta l’applicazione nello
       spazio di lavoro attivo.

   Barra degli strumenti:
       La barra degli strumenti è composta da tre campi: il nome dello  spazio
       di  lavoro,  il  nome della finestra che al momento è focalizzata ed un
       orologio.  Facendoci click  con  il  tasto  sinistro,  la  barra  degli
       strumenti  viene  portata  in  primo piano, con il tasto centrale va in
       secondo piano (a meno che non sia impostata l’opzione AlwaysOnTop),  un
       click con il tasto destro del mouse mostra un piccolo menù.

       Attraverso  questo  menù si può fornire un nome per lo spazio di lavoro
       corrente (appena fatto,  premere  INVIO).  Si  può  anche  cambiare  la
       posizione  alla  barra  degli  strumenti,  si  può scegliere se tenerla
       sempre in primo piano (non può essere coperta  (oscurata)  dalle  altre
       finestre)  e  se  deve  nascondersi  automaticamente quando il mouse si
       allontana.

       Nota: nelle versioni di Blackbox precedenti alla 0.60.0, un  click  con
       il  tasto  destro  del  mouse  sulla  barra  degli strumenti permetteva
       l’immediata modifica del nome dello spazio di lavoro.

   Barra del titolo e bordi:
       Per attivare una finestra basta un  click  con  il  tasto  sinistro  in
       qualsiasi  parte  del bordo. Tenendo premuto il tasto sinistro sopra la
       barra del titolo si può  spostare  la  finestra.  La  stessa  procedura
       applicata  lungo  il  bordo  in basso a sinistra o a destra permette di
       ridimensionare la finestra.  Un click  con  il  tasto  centrale  riduce
       immediatamente le dimensioni della finestra. Facendo click con il tasto
       destro sul bordo della barra del titolo appare il  menu  «window»,  che
       contiene questi comandi:

       Send To... (invia a)
              Sposta  la  finestra  in  un  altro  spazio di lavoro. Quando si
              seleziona lo spazio di lavoro con il tasto centrale  del  mouse,
              Blackbox  invierà  tutto,  insieme  le applicazioni attive, allo
              spazio di lavoro selezionato.

       Shade (Arrotola)
              Un doppio click sulla  barra  del  titolo  di  una  finestra  la
              «arrotola»,  così  che solo la barra del titolo rimane visibile.
              Un altro doppio click farà riapparire la  finestra  con  i  suoi
              contenuti.

       Iconify (Riduci a icona)
              Riduce  a  icona  la finestra.  L’«icona» può essere trovata nel
              sottomenù «Icons» del menù dello spazio di lavoro.  La  finestra
              *NON* appare mai come icona sullo sfondo.

       Maximize (Massimizza)
              Massimizza   la   finestra   (o   la   riporta  alle  dimensioni
              precedenti).  Quando si fa click con il tasto centrale del mouse
              su   questo   comando,   la  finestra  verrà  massimizzata  solo
              verticalmente.

       Raise (Attiva)
              Porta la finestra in primo piano e le assegna  il  focus  (viene
              focalizzata).

       Lower (Porta in secondo piano)
              Porta  la finestra in secondo piano e le fa perdere il focus (il
              comando funziona solo se ci sono altre finestre aperte).

       Stick (incolla)
              Incolla  la  finestra  allo  spazio  di  lavoro.   Una  finestra
              «incollata»  ad  uno  spazio di lavoro verrà sempre visualizzata
              nello spazio di lavoro corrente.

       Kill Client
              Invia  il  segnale  di  kill  (-SIGKILL)  all’applicazione   che
              utilizza quella finestra.  Usare solo se il client non si chiude
              da sé.

       Close (Chiude)
              Chiude l’applicazione in modo regolare.

   Pulsanti della barra del titolo:
       Il pulsante in alto nell’angolo a destra di una finestra è il  pulsante
       di  minimizzazione;  facendoci  click  con  qualsiasi tasto la finestra
       viene ridotta ad icona. Il bottone più  a  destra  (quello  con  la  X)
       chiude  l’applicazione.   L’altro  bottone  sulla  destra (se presente)
       massimizza la finestra in tre modi: con il tasto sinistro (1° tasto) la
       finestra  viene  resa grande come lo schermo, con il tasto centrale (2°
       tasto) la finestra viene massimizzata solo verticalmente, con il  tasto
       destro (3° tasto), invece, solo orizzontalmente.

   I menù :
       Facendo  click  con  il  tasto  destro (3° tasto) in un qualsiasi menù,
       questo provocherà la sua scomparsa.  Facendo click (e tenendo) il tasto
       sinistro  (1°  tasto)  sulla  barra  del  titolo  di ogni (sotto)menù e
       successivamente spostandola altrove renderà i menù  sempre  visibili  e
       non scompariranno quando si selezionerà un’applicazione da un’etichetta
       (item) del menù.

   Miscellanea:
       Quando si vuole spostare una finestra, ma non si  riesce  a  vedere  la
       barra  del  titolo  (perché  coperta  da  altre  finestre o fuori dallo
       schermo), basta tenere premuti Alt + tasto sinistro  (1°  tasto)  nella
       finestra  muovendo  il  mouse.   Si  può anche usare la combinazione di
       tasti precedente affinché  una  finestra  parzialmente  visibile  venga
       portata  in  primo  piano  (acquisti  il  focus).   Infine, Alt + tasto
       centrale (2° tasto) riduce la finestra, e Alt + tasto destro (3° tasto)
       la ridimensiona.

FILE DI MENÙ

       Un  file  di  menù  di  default  viene  installato  automaticamente  in
       /usr/X11/blackbox/blackbox-menu.  Questo menu per l’intero sistema  può
       essere naturalmente adattato per tutti gli utenti simultaneamente. Ma è
       anche possibile creare un menù personale.  Per convenzione si  crea  la
       directory:  ~/.blackbox/ (o ~/blackbox/) all’interno della directory di
       ogni utente (presente nella directory /home), e vi si crea un  file  di
       menu,  ad  esempio menu, oppure ci si copia il file di menu dell’intero
       sistema.  Successivamente, bisogna comunicare a Blackbox di leggere  il
       file  di  menu  dell’utente piuttosto che quello di default.  Questo si
       realizza aggiungendo (o cambiando) un valore  delle  risorse  nel  file
       ~/.blackboxrc ,ad esempio:

            session.menuFile:       ~/.blackbox/menu

       Affinché  questo  cambiamento  possa  avere  effetto, bisogna riavviare
       blackbox.  prima di scegliere ‘Restart’ dal menù di root di default, ci
       si deve assicurare che il proprio menù sia usabile.

   Sintassi dei Menu
       La  sintassi  dei  menù  è veramente semplice ed immediata.  Ci sono al
       massimo tre campi per ogni riga di menu che  hanno  una  struttura  del
       tipo:

            [tag] (etichetta o nome del file) {comando o nome del file}

       I tag supportati sono i seguenti:

       [begin] (etichetta per il menù di root)
              Questo  comunica  a  Blackbox  di  iniziare a leggere il file di
              menu.  Questo tag è necessario per Blackbox per poter leggere il
              proprio  file di menù. Se non viene trovato, viene usato il file
              di menù del sistema, quello di default.

       [end]  Questo comunica a Blackbox la fine di un menù.  Questo  potrebbe
              essere  sia  un  sottomenu  che  il  menu principale di root Nel
              proprio menù, ci deve  essere  almeno  uno  di  questi  tag  per
              corrispondere ogni [begin] richiesto.

       [exec] (etichetta per un comando) {comando di shell}
              Inserisce  un  comando specifico dentro al menù.  Quando la voce
              «etichetta per il comando» viene selezionata, Blackbox esegue il
              «comando di shell».

       [exit] (etichetta per luscita)
              Inserisce una voce che permette di chiudere Blackbox.  Tutti gli
              altri programmi attivi non verranno chiusi.

       [include] (nome del file)
              Esamina il file specificato da nome del file e lo include  nel
              menù.  Il nome del file può essere dato con il percorso completo
              o può iniziare con ~/, che sarà interpretato come un  link  alla
              directory home dell’utente (ad esempio.

                   [include] (~/blackbox/stylesmenu)

              includerebbe  (nel  mio caso) /home/marcello/blackbox/stylesmenu
              nel mio menù).

       [nop] (etichetta - opzionale)
              Inserisce una  voce  che  non  compie  alcun  comando  nel  menu
              corrente.   Può essere usata per aiutare a dividere in blocchi o
              sezioni  il  menù.   [nop]  Accetta  una  etichetta,  ma  non  è
              richiesta,  nel  caso in cui non ci fosse scritto nulla verrebbe
              inserito nel menù uno spazio vuoto.

       [style] (etichetta) {nomefile}
              Comunica  a  Blackbox  di  inserire  una  voce  che,  se   fosse
              selezionata, leggerebbe le sue impostazioni di stile da nomefile
              ed applicherebbe le nuove  impostazioni  come  la  tessitura,  i
              colori e i font nella sessione corrente.

       [stylesdir] (nome della directory)
              Legge  tutti  i  nomi  dei  file (le directory vengono ignorate)
              dalla directory specificata e crea delle voci nel menù  corrente
              per ognuno dei file di stile. Blackbox assume che ogni file è un
              valido file di  stile.   Quando  le  voci  vengono  selezionate,
              Blackbox  applica  il  file  di  stile selezionato alla sessione
              corrente.  Le etichette che sono create nel menù rappresentano i
              nomi dei file di stile.

       [stylesmenu] (etichetta) {nome della directory}
              Crea  una  voce  in  un  sottomenù con etichetta (che è anche il
              titolo del nuovo sottomenù)  e  in  questo  sottomenù  inserisce
              tutti i nomi dei file presenti nella directory specificata, allo
              stesso modo del comando [stylesdir].

              Entrambi i  comandi   [stylesdir] e [stylesmenu]  permettono  di
              aggiungere file di stile senza dover modificare il proprio menù.

       [submenu] (etichetta) {titolo per il menù - opzionale}
              Questo comunica a Blackbox di creare e leggere  un  nuovo  menù.
              Questo  menù  viene  inserito  come un sottomenù dentro un altro
              menù (o menù-padre).  Questi menù sono inseriti  ricorsivamente,
              quindi  si  possono annidare più sottomenù (non c’è un limite al
              numero  di  sottomenù  annidabili).    Il   titolo   del   nuovo
              (sotto)menù  è  opzionale;  se  non  viene  fornito, sarà uguale
              all’etichetta.  Un  tag  [end]  è  necessario  per  chiudere  il
              sottomenù.

       [reconfig] (etichetta)
              Quando  è  selezionato,  il comando rilegge i file di stile e di
              menu correnti e applica ogni  relativo  cambiamento.   Questo  è
              utile  per  creare  nuovi  stili  e  nuovi  temi, evita di dover
              riavviare Blackbox ogni  volta  che  viene  salvato  il  proprio
              stile.     Comunque,   quasi   per   magia,   Blackbox   rilegge
              automaticamente il menu ogni volta che viene modificato.

       [restart] (etichetta) {comando di shell - opzionale}
              Questo comando riavvia Blackbox ed esegue un «comando di  shell»
              (il  nome  di  un  altro  gestore  di  finestre,  di solito), se
              indicato.  Se il comando è omesso, Blackbox riavvia se stesso.

       [config] (etichetta)
              Inserisce una voce di menù  creata  automaticamente,  contenente
              numerose  opzioni  di  configurazione riguardo al posizionamento
              delle finestre, alle modalità di focus, alle modalità  di  stile
              nel movimento delle finestre, ecc.

       [workspaces] (etichetta)
              Questo  comunica  a Blackbox di inserire il collegamento al menu
              dello spazio di  lavoro  direttamente  all’interno  del  proprio
              menù.   Questo  è  utile per gli utenti che non possono accedere
              direttamente al menù dello spazio di lavoro (ad esempio  se  non
              si possiede un mouse a tre tasti).

       Ogni  linea  che  comincia  con  «#»  è considerata un commento e viene
       ignorata da Blackbox. Inoltre, nei campi etichette/comandi/nomifile, si
       possono inserire caratteri speciali in questo modo:

            [exec] (\(il mio\) \{XTERM\}) {xterm -T \"mio XTERM\"}

       L’uso  del  ‘\\’  inserisce una barra rovesciata (back-slash) nei campi
       etichetta/comando/nomefile.

   Esempio di Menu
       Ora metteremo insieme alcune delle cose precedentemente  esposte.  Qui,
       di seguito, c’è un breve esempio di un file di menù.

       # file menù di Blackbox
       [begin] (Blackbox 0.62.1pre0)
         [exec] (rxvt) {rxvt -ls}
         [exec] (Mozilla) {mozilla}
         [exec] (The GIMP) {gimp}
         [submenu] (Window Manager)
           [exec] (Modifica menu) {nedit .blackbox/Menu}
           [submenu] (Stili) {Quale stile?}
             [stylesdir] (~/.blackbox/styles)
             [stylesmenu] (Stili di Blackbox) {/usr/share/blackbox/styles}
           [end]
           [config] (Opzioni di configurazione)
           [reconfig] (Riconfigura)
           [restart] (Riavvia Blackbox)
         [end]
         [exit] (Log Out)
       [end]
       # fine del file di menù

STILI

       Blackbox  permette di usare file specializzati contenenti le risorse di
       X(1) per specificare colori, tessiture, font e quindi  complessivamente
       l’aspetto  dei bordi delle finestre, i menù e la barra degli strumenti.

       L’installazione di default di Blackbox mette a disposizione  alcuni  di
       questi    file    di    stile,    che   solitamente   si   trovano   in
       /usr/share/blackbox/styles.  Si possono studiare  o  modificare  questi
       file  per  capire  come funziona il meccanismo dello stile in Blackbox.
       Si possono usare i comandi del menu [style], [stylesdir] e [stylesmenu]
       nel   proprio  file  di  menù  per  selezionare  e  cambiare  lo  stile
       rapidamente attraverso quelli disponibili.

       Si può anche creare una directory all’interno di  quella  personale  in
       home  (di  solito  chiamata ~/.blackbox/styles) e inserire qui i propri
       file di stile.  Naturalmente,  si  può  scegliere  qualsiasi  nome  per
       questa  directory,  ma  molti  dei  temi  che  si  possono scaricare da
       Internet utilizzano la directory  styles  (seguendo  lo  «standard»  di
       bb.themes.org).

       Per  capire  come  funziona il meccanismo dei file di stile si dovrebbe
       avere una minima conoscenza sul funzionamento delle risorse di X.

       Le risorse del server X sono caratterizzate da una chiave (key)  ed  un
       valore.  la chiave è formata da diverse chiavi più piccole (talvolta ci
       si riferisce a queste come «figli»), delimitate da un punto (‘.’).   Le
       chiavi possono contenere anche un asterisco (‘*’) come carattere jolly,
       il cui significato è che una linea di  testo  scritto  corrisponderà  a
       diverse chiavi. Questo è molto utile per gli stili che si basano su due
       colori.

       Blackbox permette di configurare i suoi quattro componenti  principali:
       la  barra  degli  strumenti,  lo  slit,  i  menu e le decorazioni delle
       finestre.

       La piccola finestra che mostra la posizione in coordinate x-y quando si
       spostano le finestre prende lo stile della barra del titolo.

       ecco alcuni brevi esempi:

            toolbar.clock.color:     green

       Questo  imposta  il  colore dell’orologio nella barra degli strumenti a
       «green» (verde). Un altro esempio:

            menu*color:    rgb:3/4/5

       Imposta il colore del menù e di tutti i suoi figli a rgb:3/4/5 (per
       una  descrizione  sui  nomi  dei  colori  si  veda  X(1)).  Così questa
       impostazione   verrà   applicata    anche    a    menu.title.color    e
       menu.frame.color.  E con

            *font:    -b&h-lucida-medium-r-normal-*-*-140-*

       Si  imposta  la risorsa dei font per tutte le «chiavi» a questo nome di
       font una volta per tutte (per maggiori informazioni sui font installati
       nel  proprio  sistema  si  possono  usare  programmi  come xfontsel(1),
       gtkfontsel o xlsfonts(1)).

       Quello  che   rende   spettacolare   Blackbox   è   la   sua   velocità
       nell’effettuare  il  rendering  di  tessiture.   Le  descrizioni  delle
       tessiture sono specificate in un modo simile a quelle dei colori  viste
       precedentemente; ad esempio:

            toolbar.clock:         Raised Gradient Diagonal Bevel1
            toolbar.clock.color:   rgb:8/6/4
            toolbar.clock.colorTo: rgb:4/3/2

       Niente  paura!  Ecco  spiegato  il  significato:  la descrizione di una
       tessitura è composta al massimo da cinque campi, che sono i seguenti:

       Flat / Raised / Sunken
              Rende l’apparenza del componente piatta, in rilievo o concava.

       Gradient / Solid
              comunica a Blackbox di disegnare un  colore  solido  oppure  una
              tessitura con un gradiente.

       Horizontal / Vertical / Diagonal / Crossdiagonal / Pipecross / Elliptic
       / Rectangle / Pyramid
              Seleziona   uno   di  questi  tipi  di  tessitura  (Orizzontale,
              Verticale,   Diagonale,   A    croce,    Tubolare,    Ellittica,
              Rettangolare,  Piramidale). Funziona solo se è specificato anche
              il Gradient!

       Interlaced
              Comunica a Blackbox di interlacciare la tessitura (scurisce ogni
              linea).   Quest’opzione è usata soprattutto per le tessiture con
              gradiente ma, dalla versione 0.60.3 di Blackbox, funziona  anche
              per le tessiture in solid-color.

       Bevel1 / Bevel2
              Comunica  a  Blackbox quale tipo di Bevel usare. Bevel1 è quello
              usato di default, in cui l’ombreggiamento è posto a  partire  da
              un  margine  dell’immagine.   Bevel2  è  un’alternativa,  in cui
              l’ombreggiamento è messo in un  pixel  all’interno  del  margine
              dell’immagine.

       Invece  di  descrivere  una  tessitura,  è  disponibile anche l’opzione
       ParentRelative che rende l’apparenza del componente come una parte  del
       «padre», cioè completamente trasparente.

       Tutte  le  tessiture a gradiente sono composte da due valori di colore:
       le risorse color e colorTo .  La risorsa color  rappresenta  il  colore
       iniziale,  colorTo  il  colore  finale  del  gradiente.  Quando è usato
       Interlaced in modalità Solid,  la  risorsa  colorTo  è  utilizzata  per
       specificare il colore per l’interlacciatura.

       Ecco  la  lista completa dei componenti, comprensiva del tipo di valore
       che  possono  contenere.   I  commenti  sono  preceduti  da  un   punto
       esclamativo  (!),  che  è  usato  per  i  commenti nei file di stile di
       Blackbox analogamente ai file delle risorse di X.

       ! La barra degli strumenti stessa.
       toolbar:                        Texture
       toolbar.color:                  Color
       toolbar.colorTo:                Color

       ! I pulsanti sulla barra degli strumenti.
       toolbar.button:                 Texture o ParentRelative
       toolbar.button.color:           Color
       toolbar.button.colorTo:         Color

       ! Colore delle frecce nei pulsanti.
       toolbar.button.picColor:        Color

       ! I pulsanti premuti.
       toolbar.button.pressed:         Texture (ad es. Sunken) o ParentRelative
       toolbar.button.pressed.color:   Color
       toolbar.button.pressed.colorTo: Color

       ! Colore delle frecce nei pulsanti premuti.
       toolbar.button.pressed.picColor:Color

       ! Etichetta del nome dello spazio di lavoro nella barra degli strumenti.
       toolbar.label:                  Texture o ParentRelative
       toolbar.label.color:            Color
       toolbar.label.colorTo:          Color
       toolbar.label.textColor:        Color

       ! Il nome della finestra nella barra degli strumenti.
       toolbar.windowLabel:            Texture o ParentRelative
       toolbar.windowLabel.color:      Color
       toolbar.windowLabel.colorTo:    Color
       toolbar.windowLabel.textColor:  Color

       ! L’orologio nella barra degli strumenti.
       toolbar.clock:                  Texture o ParentRelative
       toolbar.clock.color:            Color
       toolbar.clock.colorTo:          Color
       toolbar.clock.textColor:        Color

       ! Come viene giustificato il testo nella barra degli strumenti.
       toolbar.justify:                center, left, o right

       ! Font usati per tutti i componenti la barra degli strumenti.
       toolbar.font:                   Font (ad es. -*-helvetica-medium-r-normal-*-*-100-*)

       ! La barra del titolo del menù.
       menu.title:                     Texture
       menu.title.color:               Color
       menu.title.colorTo:             Color
       menu.title.textColor:           Color
       menu.title.font:                Font
       menu.title.justify:             center, left, o right

       ! Il menù.
       menu.frame:                     Texture
       menu.frame.color:               Color
       menu.frame.colorTo:             Color
       menu.frame.textColor:           Color
       menu.frame.disableColor:        Color
       menu.frame.font:                Font
       menu.frame.justify:             center, left, o right

       ! Frecce per i sottomenù.
       menu.bullet:                    empty, triangle, square, o diamond
       menu.bullet.position:           right o left

       ! Voci selezionate nei menù.
       menu.hilite:                    Texture (ad es. Raised)
       menu.hilite.color:              Color
       menu.hilite.colorTo:            Color
       menu.hilite.textColor:          Color

       ! Finestra con il focus.
       window.title.focus:             Texture
       window.title.focus.color:       Color
       window.title.focus.colorTo:     Color

       ! Finestra inattiva.
       window.title.unfocus:           Texture
       window.title.unfocus.color:     Color
       window.title.unfocus.colorTo:   Color

       ! Titolo della finestra.
       window.label.focus:             Texture o ParentRelative
       window.label.focus.color:       Color
       window.label.focus.colorTo:     Color
       window.label.focus.textColor:   Color

       window.label.unfocus:           Texture o ParentRelative
       window.label.unfocus.color:     Color
       window.label.unfocus.colorTo:   Color
       window.label.unfocus.textColor: Color

       ! bordo inferiore con barre per il ridimensionamento (o Handlebar).
       window.handle.focus:            Texture
       window.handle.focus.color:      Color
       window.handle.focus.colorTo:    Color

       window.handle.unfocus:          Texture
       window.handle.unfocus.color:    Color
       window.handle.unfocus.colorTo:  Color

       ! Maniglie per ridimensionare la finestra.
       window.grip.focus:              Texture
       window.grip.focus.color:        Color
       window.grip.focus.colorTo:      Color

       window.grip.unfocus:            Texture
       window.grip.unfocus.color:      Color
       window.grip.unfocus.colorTo:    Color

       ! Pulsanti della barra del titolo.
       window.button.focus:            Texture o ParentRelative
       window.button.focus.color:      Color
       window.button.focus.colorTo:    Color
       window.button.focus.picColor:   Color

       window.button.unfocus:          Texture o ParentRelative
       window.button.unfocus.color:    Color
       window.button.unfocus.colorTo:  Color
       window.button.unfocus.picColor: Color

       window.button.pressed:          Texture (ad es. Sunken)
       window.button.pressed.color:    Color
       window.button.pressed.colorTo:  Color

       ! Cornice attorno alla finestra.
       window.frame.focusColor:        Color
       window.frame.unfocusColor:      Color

       ! Carattere e giustificazione per l’etichetta della finestra.
       window.font:                    Font
       window.justify:                 center, left, o right

       ! Risorse aggiuntive.

       ! Un bordo attorno a tutti i componenti.
       borderWidth:                    un numero di pixel, ad es. 1
       borderColor:                    Color

       bevelWidth:                     un numero di pixel > 0
       handleWidth:                    un numero di pixel > 0

       ! Spessore della cornice della finestra (dalla versione 0.61 in poi).
       ! Quando non specificato, frameWidth è uguale a bevelWidth.
       frameWidth:                     un numero di pixel >= 0

       ! Questo comando viene eseguito quando viene applicato lo stile.
       ! Di solito è usato per impostare un’immagine sullo sfondo.
       rootCommand:                    un comando di Shell, ad es. bsetroot -mod 4 4 -fg rgb:5/6/6 -bg grey20

       ! Alcuni bbtools possono leggere questi vecchi file di risorse della versione
       0.51
       menuFont:                       Font
       titleFont:                      Font

       La lista sembra lunga ma bisogna ricordarsi che è  possibile  impostare
       molti  valori contemporaneamente con un solo comando quando si crea uno
       stile, ad esempio:

            *color:             slategrey
            *colorTo:           darkslategrey
            *unfocus.color:     darkslategrey
            *unfocus.colorTo:   black
            *textColor:         white
            *unfocus.textColor: lightgrey
            *font:              lucidasans-10

       Quest’impostazione fornisce già uno  stile  di  default  piacevole  per
       molti componenti.

LO SLIT

       Lo  slit  è  una cornice speciale di Blackbox che contiene applicazioni
       «agganciabili»  come  ad  esempio  i  ‘bbtools’  o   le   dockapps   di
       WindowMaker.   Quando  un’applicazione  funziona dentro lo slit, non ha
       propri bordi ma fa parte dello slit  e  rimane  sempre  visibile  nello
       spazio  di  lavoro.  Facendo click con il tasto destro ai margini della
       finestra di slit  si  ottiene  un  menu  con  cui  determinare  la  sua
       posizione,  come  devono  essere  disposte le applicazioni avviate e se
       deve nascondersi automaticamente quando il mouse si allontana.

       Per funzionare all’interno dello slit, la gran parte delle applicazioni
       usano  l’opzione  -w.   Ad  esempio,  si  può inserire nel proprio file
       ~/.xinitrc:

            bbmail -w &
            bbpager -w &
            exec blackbox

       Naturalmente, per poter usare lo slit deve essere  stato  compilato  il
       supporto   relativo   all’interno  di  Blackbox  (viene  compilato  per
       default).

FILE DELLE RISORSE

       Usualmente,  il  file  delle  risorse  ~/.blackboxrc  viene  creato   e
       mantenuto  dallo  stesso  Blackbox.  Tutte le opzioni del menù [config]
       (dalla versione 0.60.x), l’ultimo file di  stile  selezionato,  i  nomi
       degli  spazi di lavoro ecc. ecc. sono salvati automaticamente in questo
       file.  Comunque ci sono alcune risorse in questo  file  che  potrebbero
       essere modificate a mano:

       session.menuFile:
              Questo comunica a Blackbox dove cercare il file di menù.

       session.screen0.toolbar.widthPercent:
              Questo  determina  l’ammontare  (in %) di spazio sfruttato dalla
              barra degli strumenti. Il valore di default è: 66.

       session.screen0.strftimeFormat:
              Questo imposta il modo in cui è visualizzato il  tempo  corrente
              (l’orologio) nella barra degli strumenti.  Il formato utilizzato
              è quello di strftime(3).  Il valore di default è: %I:%M %p.

       session.autoRaiseDelay:
              Questo imposta il ritardo (in ms)  prima  che  le  finestre  che
              hanno  ottenuto il focus vengano rilasciate (solo se AutoRaise è
              impostato).  Il valore di default è: 250.

       session.doubleClickInterval:
              Questo imposta il ritardo (in ms) tra due click  del  mouse  che
              possano essere considerati doppio click. Il valore di default è:
              250.

       session.screen0.edgeSnapThreshold:
              Durante lo spostamento di una finestra, Blackbox può  allinearla
              automaticamente al bordo dello schermo per un posizionamento più
              semplice.  Questa variabile indica a Blackbox  la  distanza  (in
              pixel)  dalla  quale  la  finestra  verrà spostata sul bordo. Il
              valore di default è: 0.

       session.cacheMax:
              Questo indica a Blackbox la memoria (in Kb) da allocare  per  le
              pixmap caricate in memoria dal server X. Minore è la memoria del
              proprio sistema, minore deve essere questa variabile.  Il valore
              di default è: 200.

       session.cacheLife:
              Indica   al   server  X  quanto  tempo  (in  minuti)  le  pixmap
              inutilizzate possono rimanere nella memoria del  server  X.   Il
              valore di default è: 5.

       session.colorsPerChannel:
              Questo indica a Blackbox quanti colori prendere dal server X per
              i monitor pseudocolor. Un canale dovrebbe essere rosso, verde  o
              blu.   Blackbox  alloca  questa  variabile ^ 3 colori e li rende
              sempre disponibili.  Il valore deve variare tra 2 e 6.  Avviando
              Blackbox  su  un  monitor  a  8  bit,  la  risorsa *deve* essere
              impostata a 4. Il valore di default è: 4.

       Avviando Blackbox in un ambiente multidesktop, la  chiave  screen0  può
       anche essere screen1,2, ecc., per ogni desktop appropriato.

AMBIENTE

       HOME   Blackbox  usa  $HOME  per  cercare  il  file  .blackboxrc  e per
              risolvere file di stile e nomi di directory.

       DISPLAY
              Se non è specificato da riga di comando, Blackbox viene  avviato
              nello schermo specificato dalla variabile DISPLAY.

AUTORE e CREDITI

       Il    codice   è   stato   scritto   e   mantenuto   da   Brad   Hughes
       (blackbox@alug.org) e poi anche da Jeff Raven (jraven@psu.edu).  Ora  è
       mantenuto da Sean «Shaleh» Perry (shaleh@debian.org) con i contributi e
       le patch individuali che arrivano da tutto il mondo.

       Il sito ufficiale di Blackbox è: http://blackbox.alug.org/
       I bug e le pagine delle caratteristiche richieste,  insieme  all’ultima
       release, si trovano all’URL: http://sf.net/projects/blackboxwm
       Molti temi ed altri contributi si trovano presso: http://bb.themes.org/

       La pagina di man in lingua inglese è stata scritta da Wilbert Berendsen
       (wbsoft@xs4all.nl).

       La  pagina  di man in lingua italiana è stata tradotta da Marcello Seri
       (masternet00@libero.it).

       Revisione a cura di Hugh Hartmann (hhartmann@libero.it)

       Questa pagina è disponibile in numerosi altri linguaggi.

VEDERE ANCHE

       bsetroot(1), bbkeys(1)