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NOME

       cp - copia file e directory

SINTASSI

       cp [opzioni] file percorso
       cp [opzioni] file... directory

       Opzioni POSIX: [-fipRr]

       Opzioni   GNU   (forma  breve):  [-abdfilprsuvxPR]  [-S  SUFFISSO]  [-V
       {numbered,existing,simple}] [--sparse=QUANDO] [--help] [--version] [--]

DESCRIZIONE

       cp copia file (o, eventualmente, directory). È possibile copiare sia un
       file su una destinazione data, sia un numero arbitrario di file su  una
       directory   d’arrivo.   Se  l’ultimo  argomento  indica  una  directory
       esistente, cp copia ogni file sorgente su quella directory  (mantenendo
       lo  stesso nome).  Altrimenti, se sono indicati solo due file, copia il
       primo sul secondo. Si ha un errore se  l’ultimo  argomento  non  è  una
       directory e sono presenti più di due argomenti non di opzione.

       Perciò, «cp -r /a /b» copia /a su /b/a e /a/x su /b/a/x nel caso in cui
       /b esiste già, ma copia /a su /b e /a/x su /b/x se /b non  esisteva  in
       precedenza.

       I  permessi  dei  file  e  delle  directory così create sono identici a
       quelli dei file originali, AND 0777 e modificati dalla umask utente  (a
       meno  che  sia  usata  l’opzione  -p).  Durante  la  copia ricorsiva di
       directory, però, i permessi delle directory create ex novo sono  quelli
       finali  OR  S_IRWXU (0700), per permettere lettura, scrittura e ricerca
       nella nuova directory al processo.

       Copiando un file su se stesso, non viene fatto niente (a parte produrre
       un  eventuale  messaggio  d’errore).   Copiando  su  un file esistente,
       questo viene aperto con «open(path, O_WRONLY | O_TRUNC)».  Copiando  su
       un  file  inesistente,  questo  viene creato con «open(path, O_WRONLY |
       O_CREAT, mode)».  Se ciò fallisce, il file esiste e ed era  stata  data
       l’opzione  -f,  cp  prova a cancellare (unlink) il file esistente, e in
       caso di successo continua come per un file inesistente.

OPZIONI POSIX

       POSIX riconosce quattro opzioni e mezza:

       -f     Rimuove i file di destinazione preesistenti, se necessario (vedi
              sopra).

       -i     Chiede   conferma   per   sovrascrivere   file  di  destinazione
              preesistenti (la domanda è scritta su stderr e la risposta letta
              da stdin; la copia avviene solo in caso di risposta affermativa)
              -p Conserva proprietario, gruppo, permessi (inclusi i bit setuid
              e  setgid), data di ultima modifica e data di ultimo accesso dei
              file originali.  Nel caso la duplicazione del proprietario o del
              gruppo  fallisca i bit setuid e setgid vengono azzerati (si noti
              che alla fine originale e copia  potrebbero  ben  avere  diverse
              date  d’accesso,  costituendo  l’operazione  di copia un accesso
              all’originale).

       -R     Copia  le  directory  ricorsivamente,  facendo  la  cosa  giusta
              incontrando  oggetti diversi da file ordinari o directory (cioè,
              la copia di una FIFO o un file speciale è una  FIFO  o  un  file
              speciale).

       -r     Copia  le  directory  ricorsivamente,  comportandosi in modo non
              specificato con oggetti diversi da file  ordinari  o  directory;
              cioè  è  permesso, o meglio incoraggiato, che -r sia un sinonimo
              di -R. In ogni caso, comportamenti bizzarri, come  quello  della
              versione GNU attuale di cp (vedi oltre) non è vietato.

PARTICOLARI GNU

       Di norma, i file sono scritti così come sono letti. Per eccezioni, vedi
       --sparse oltre.

       Di natura, cp non copia directory (ma vedi -r oltre).

       cp rifiuta, di norma, di copiare un file su se stesso, con  l’eccezione
       seguente:  se  vengono  date  le  opzioni --force --backup con identici
       sorgenti e destinazioni , che si riferiscono ad  un  file  normale,  cp
       crea  un  file  di backup, normale o numerato come specificato nel modo
       usuale. Questo torna utile quando si vuole semplicemente fare un backup
       di un file esistente prima di modificarlo.

OPZIONI GNU

       -a, --archive
              Conserva  nella copia quanto è possibile della struttura e degli
              attributi dei file originali (ma non la struttura di directory).
              Lo stesso di -dpR.

       -d, --no-dereference
              Copia link simbolici come link simbolici piuttosto che copiare i
              file da essi puntati, e conserva la relazione di hard link tra i
              file originali anche nelle copie.

       -f, --force
              Rimuove   i  file  di  destinazione  preesistenti  e  senza  mai
              chiederne conferma.

       -i, --interactive
              Chiede conferma per sovrascrivere i file normali preesistenti.

       -l, --link
              Esegue collegamenti fisici (hard link) piuttosto che  copie  per
              le non-directory.

       -p, --preserve
              Conserva   proprietario,   gruppo,  permessi  e  date  dei  file
              originali.

       -P, --parents
              Forma il nome di ognuno dei  file  destinazione  aggiungendo  al
              nome  della directory indicata uno slash (/) e il nome  del file
              originale.  L’ultimo argomento dato a cp deve essere il nome  di
              una  directory esistente.  Per esempio, il comando «cp --parents
              a/b/c dir_esistente» copia il file a/b/c su dir_esistente/a/b/c,
              creando qualsiasi directory intermedia mancante.

       -r     Copia  le  directory  ricorsivamente,  copiando  tutte  le  non-
              directory e i link non simbolici (FIFO e file speciali) come  se
              fossero  file  normali. In altre parole, provando a leggere dati
              da ciascuna sorgente e scrivendoli sulla  destinazione.  Perciò,
              con  questa opzione, cp può impiantarsi indefinitivamente mentre
              legge una FIFO o /dev/tty. Questo è un  baco:  ciò  implica  che
              bisogna  evitare  -r  e  usare -R se non si conosce il contenuto
              dell’albero che si sta copiando. L’apertura di un device ignoto,
              uno  scanner, per esempio, ha effetti sconosciuti sull’hardware.

       -R, --recursive
              Copia le directory ricorsivamente,  rispettando le non-directory
              (vedi -r sopra)

       --sparse=QUANDO
              Un  «file  sparso»  contiene «buchi»: sequenze di byte nulli che
              non occupano nessuno blocco fisico sul  disco;  la  chiamata  di
              sistema  «read»  li  legge  come  se  fossero veramente dei byte
              nulli. Ciò può fare notevolmente risparmiare spazio sul disco ed
              aumentare  la velocità visto che parecchi file binari contengono
              molti byte nulli consecutivi. Di  natura,  cp  usa  un’euristica
              grossolana  per  riconoscere  buchi  nei  file sorgenti, e rende
              sparsi anche i file in uscita.

              QUANDO può assumere uno di questi valori:

              auto   Il comportamento di default: il file di output  è  sparso
                     se lo è quello d’input.

              always (sempre)  Rende  sempre sparso il file di output. Ciò può
                     venire utile quando il file d’input sta su un  filesystem
                     che non supporta file sparsi mentre il file di output sta
                     su un filesystem che li supporta.

              never  (mai) Non rendere mai sparso il file di output. Se  trovi
                     un uso per questa opzione faccelo sapere.

       -s, --symbolic-link
              Crea link simbolici piuttosto che copie di non-directory.  Tutti
              i nomi dei file di origine devono essere assoluti (iniziare  con
              ‘/’) a meno che i file di destinazione non siano nella directory
              corrente.  Questa opzione produce semplicemente un messaggio  di
              errore su sistemi che non permettono i link simbolici.

       -u, --update
              Non  copia una non-directory sopra una destinazione preesistente
              con la data di modifica uguale o più recente

       -v, --verbose
              Stampa il nome di ogni file prima di copiarlo.

       -x, --one-file-system
              Salta le sub-directory che sono su  dei  filesystem  diversi  da
              quello da cui si è iniziata la copia.

OPZIONI GNU DI BACKUP

       Le  versioni  GNU  di programmi come cp, mv, ln, install e patch creano
       una copia di backup  dei  file  che  stanno  per  essere  sovrascritti,
       modificati  o distrutti, se ciò viene richiesto. Una simile richiesta è
       indicata dall’opzione -b. Come i file di backup debbano essere chiamati
       è  dato dall’opzione -V. Nel caso in cui il loro nome sia dato dal nome
       dei file originali più un suffisso, il suffisso è indicato dall’opzione
       -S.

       -b, --backup
              Crea copie di backup dei file che stanno per essere sovrascritti
              o rimossi.

       -S  SUFFISSO , --suffix= SUFFISSO
              Aggiunge SUFFISSO a tutti file di backup. Se questa opzione  non
              è  specificata, viene usato il valore della variabile ambientale
              SIMPLE_BACKUP_SUFFIX .  Se SIMPLE_BACKUP_SUFFIX non è impostata,
              il valore di default è «~».

       -V METODO, --version-control=METODO
              Specifica  come  creare  il nome dei file di backup. L’argomento
              METODO può essere  «numbered»  (o  «t»),  «existing»  (o  «nil»)
              oppure   «never»   (o   «simple»).   Se  questa  opzione  non  è
              specificata, viene usato il valore  della  variabile  ambientale
              VERSION_CONTROL .  Se VERSION_CONTROL non è impostata, il valore
              di default è «existing».

              Questa opzione corrisponde alla variabile  «version-control»  di
              emacs.   Valori  leciti per sono (dove le abbreviazioni univoche
              sono accettate):

              t, numbered
                     Crea sempre backup numerati.

              nil, existing
                     Crea backup numerati per i file che già ne hanno,  backup
                     semplici per gli altri.

              never, simple
                     Crea sempre backup semplici.

OPZIONI GNU STANDARD

       --help Stampa un messaggio di spiegazione sullo standard output ed esce
              (con successo).

       --version
              Stampa informazioni sulla versione sullo standard output ed esce
              (con successo).

       --     Termina l’elenco delle opzioni.

AMBIENTE

       Le variabili  LANG, LC_ALL, LC_COLLATE, LC_CTYPE e LC_MESSAGES hanno il
       solito   significato.   Per   la    versione    GNU,    le    variabili
       SIMPLE_BACKUP_SUFFIX  e  VERSION_CONTROL  controllano la formazione del
       nome dei backup, come descritto più sopra.

CONFORME A

       POSIX 1003.2.

NOTE

       Questa pagina descrive cp come si trova  nel  pacchetto  fileutils-4.0;
       altre versioni potrebbero differire leggermente.  Spedisci correzioni o
       aggiunte a  aeb@cwi.nl  [NdT:  ovviamente,  problemi  nella  traduzione
       devono  essere  spediti  al traduttore, non agli autori]. Segnala bachi
       nei programmi a fileutils-bugs@gnu.ai.mit.edu.