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manpages-it_0.3.4-5_all 
NOME
ls, dir, vdir - visualizza i contenuti delle directory
SINTASSI
ls [opzioni] [file...]
dir [file...]
vdir [file...]
Opzioni POSIX: [-CFRacdilqrtu1]
Opzioni GNU (forma breve): [-1abcdfghiklmnopqrstuvwxABCDFGHLNQRSUX] [-w
colonne] [-T colonne] [-I modello] [--full-time] [--show-control-chars]
[--block-size=dimensione]
[--format={long,verbose,commas,across,vertical,single-column}]
[--sort={none,time,size,extension}]
[--time={atime,access,use,ctime,status}] [--color[={none,auto,always}]]
[--help] [--version] [--]
DESCRIZIONE
Il programma ls elenca per primi gli argomenti in file che non sono
directory, e poi tutti i file elencabili contenuti in ciascuna
directory. Se non è presente nessun argomento che non sia un opzione,
viene supposto un argomento di default «.» (la directory corrente).
L’opzione -d fa sì che le directory vengano trattate come file normali.
Un file è elencabile se il suo nome non inizia per «.» o se è presente
l’opzione -a.
Ciascun elenco di file (sia quello delle non-directory sia quello dei
file contenuti in ciascuna directory) è ordinato separatamente secondo
la sequenza di collazione del locale corrente. Quando viene usata
l’opzione -l, ciascun elenco è preceduto da una riga di riassunto che
dà la dimensione totale di tutti i file dell’elenco, misurata in mezzi
chilobyte (512 byte).
L’output è verso stdout, una voce per riga, a meno che venga richiesto
un formato a più colonne coll’opzione -C. In ogni caso, se l’uscita è
verso un terminale, non è definito se il formato debba essere su una o
su più colonne. Le opzioni -1 e -C possono essere usate per ottenere un
formato, rispettivamente, a una o più colonne.
OPZIONI POSIX
-C Elenca i file ordinati verticalmente in colonne.
-F Aggiunge a ciascun nome di directory una «/», una «|» alle FIFO
e un «*» agli eseguibili.
-R Elenca ricorsivamente tutte le sottodirectory incontrate.
-a Include nell’elenco tutti i file il cui nome inizia per «.».
-c Usa l’ora dell’ultimo cambiamento dello stato del file anziché
l’ora dell’ultima modifica per ordinare (con -t) o per elencare
(con -l).
-d Elenca le directory come gli altri file, anziché visualizzarne i
contenuti.
-i Stampa il numero di indice (inode) di ciascun file, sulla
sinistra del nome.
-l Scrive (in un’unica colonna) i permessi del file, il numero di
collegamenti (link) verso di esso, il nome del proprietario e
del gruppo, la dimensione (in byte), l’orario ed il nome.
L’orario mostrato è di natura quello dell’ultima modifica; le
opzioni -c e -u selezionano gli altri due orari. Per i file
speciali di device, il campo della dimensione ‘e di norma
rimpiazzato dal numero maggiore e minore del device.
-q Stampa i caratteri non rappresentabili di un nome di file come
punti di domanda (questo può essere il default in caso di output
su terminale).
-r Inverte la direzione dell’ordinamento.
-t Ordina secondo l’orario mostrato.
-u Usa l’orario di ultimo accesso per ordinare (con -t) o elencare
(con -l), invece che l’orario di modificazione.
-1 Output su una colonna singola.
PARTICOLARI GNU
Se lo standard output è un terminale, l’uscita è in colonne (ordinate
verticalmente).
dir (installato anche come d) equivale a «ls -C -b»; cioè i file sono
di natura elencati in colonne, ordinati verticalmente. vdir
(installato anche come v) equivale a «ls -l -b»; cioè i file sono di
natura elencati nel formato lungo.
OPZIONI GNU
-1, --format=single-column
Elenca un file per riga. Questo è il comportamento predefinito
se lo standard output non è un terminale.
-a, --all
Lista tutti i file nelle directory, compresi quelli che
cominciano con «.»
-b, --escape, --quoting-style=escape
Visualizza i caratteri non grafici nei nomi dei file utilizzando
sequenze di backslash (\) alfabetiche ed ottali come quelle
usate in C. Quest’opzione è la stessa di -Q tranne che i nomi
dei file non sono racchiusi fra virgolette.
-c, --time=ctime, --time=status
Ordina il contenuto delle directory in base all’orario di
cambiamento di stato del file (il «ctime» dell’inode). Se viene
usato il formato lungo (-l), stampa l’orario di cambiamento di
stato piuttosto che quello di modificazione.
-d, --directory
Lista le directory come altri file, anziché visualizzarne i
contenuti. -f Non riordina i contenuti della directory; li
visualizza nell’ordine in cui sono memorizzati nel disco. È lo
stesso che abilitare -a e -U e disabilitare -l, --color, -s, e
-t nel caso in cui fossero stati specificati prima di -f.
-g Ignorato; per compatibilità Unix.
-h, --human-readable
(comprensibile) Aggiunge a ciascuna dimensione un suffisso, come
M per megabyte binario («mebibyte») (novità in fileutils-4.0).
-i, --inode
Stampa il numero di indice (inode) di ciascun file, sulla
sinistra del nome (questo numero identificata univocamente un
file all’interno di un dato filesystem)
-k, --kilobytes
Se le dimensioni dei file sono listate, vengono visualizzate in
chilobyte.
-l, --format=long, --format=verbose
Oltre al nome di ciascun file, visualizza il tipo di file, i
permessi, il numero di hard link (collegamenti fisici), il nome
del proprietario e quello del gruppo, la dimensione in byte, e
l’orario (quello dell’ultima modifica al file se non
diversamente specificato). Se l’orario è più vecchio di 6 mesi o
nel futuro di più di un’ora, questo contiene l’anno anziché
l’ora del giorno.
Per ogni directory elencata, una riga «blocchi totali» precede
l’elenco dei file, dove blocchi indica lo spazio totale su disco
occupato dai file della directory. Di natura vengono usati
blocchi da 1024 byte; se la variabile POSIXLY_CORRECT è
impostata, vengono invece usati blocchi da 512 byte (a meno che
venga usata l’opzione -k). Il conto dei blocchi conta
separatamente ciascun collegamento fisico; questo potrebbe
probabilmente essere chiamato un difetto.
I permessi elencati sono simili a quelli usati nei permessi
simbolici, ma ls combina più bit nel terzo carattere di ciascun
insieme di permessi
s Se il bit setuid o setgid ed il bit d’esecuzione
corrispondente sono entrambi impostati.
S Se il bit setuid o setgid è impostato ma non lo è il
corrispondente bit d’esecuzione.
t Se il bit «sticky» ed il bit d’esecuzione altrui sono
entrambi impostati.
T Se il bit «sticky» è impostato ma non lo è il bit
d’esecuzione altrui.
x Se il bit d’esecuzione è impostato e non si verifica
nessuno dei casi precedenti.
- Altrimenti.
Elenca i file orizzontalmente, quanti più ne stanno in ogni riga,
separati da una virgola e da uno spazio.
-n, --numeric-uid-gid
Visualizza gli UID e GID [id del proprietario e del gruppo]
numerici anziché i nomi.
-o Produce elenchi in formato lungo ma senza mostrare informazioni
sul gruppo. Equivale ad usare --format=long --no-group.
Quest’opzione è fornita per compatibilità con altre versioni di
ls.
-p, --file-type, --indicator-style=file-type
Aggiunge ad ogni nome di file un carattere che ne indica il
tipo. Quest’opzione è come -F eccetto che non segnala gli
eseguibili (infatti fileutils-4.0 tratta l’opzione --file-type
come --classify). -q, --hide-control-chars Stampa punti di
domanda (?) anziché caratteri non grafici nei nomi dei file.
Questo è il comportamento predefinito.
-r, --reverse
Ordina al contrario i contenuti delle directory.
-s, --size
Visualizza la dimensione di ciascun file in blocchi di 1K, sulla
sinistra del nome del file. Se la variabile d’ambiente
POSIXLY_CORRECT è impostata, vengono usati blocchi di 512 byte,
a meno che sia stata usata l’opzione -k.
-t, --sort=time
Ordina secondo l’orario di modificazione (l’«mtime» dell’inode)
anziché alfabeticamente, con i file più recenti visualizzati per
primi.
-u, --time=atime, --time=access, --time=use
Ordina i contenuti delle directory basandosi sull’ora
dell’ultimo accesso anziché sull’ora dell’ultima modifica
(l’«atime’» dell’inode). Se viene utilizzato il formato di
visualizzazione lungo, visualizza l’ora dell’ultimo accesso
anziché quella dell’ultima modifica.
-v Ordina il contenuto delle directory in base alla versione dei
file: questo si prende cura del fatto che spesso il nome del
file include un indice o un numero di versione. Le funzioni
solite di ordinamento non producono di norma l’ordinamento che
ci si aspetterebbe, essendo i confronti fatti carattere per
carattere; l’ordinamento per versione si rivolge a questo
problema ed è particolarmente utile nella consultazione di
directory contenenti molti file con indici o numeri di versione
nel loro nome. Per esempio:
> ls -1 > ls -1v
foo.zml-1.gz foo.zml-1.gz
foo.zml-100.gz foo.zml-12.gz
foo.zml-12.gz foo.zml-25.gz
foo.zml-25.gz foo.zml-100.gz
Si noti come le componenti numeriche precedute da uno zero
vengono considerate come decimali:
> ls -1 > ls -1v
abc-1.007.tgz abc-1.007.tgz
abc-1.012b.tgz abc-1.01a.tgz
abc-1.01a.tgz abc-1.012b.tgz
(novità in fileutils-4.0).
-w, --width colonne
Suppone che lo schermo sia largo un numero colonne di colonne.
Il valore predefinito è, se possibile, quello del driver del
terminale; sennò quello della variabile d’ambiente COLUMNS, se è
impostata; altrimenti 80.
-x, --format=across, --format=horizontal
Lista i file in colonne, ordinati orizzontalmente.
-A, --almost-all
Lista tutti i file nelle directory, eccetto «.» e «..».
-B, --ignore-backups
Non elenca i file che finiscono con ’~’, a meno che non vengano
dati sulla linea di comando.
-C, --format=vertical
Elenca i file in colonne, ordinate verticalmente. Questo è il
comportamento predefinito se lo standard output è un terminale.
Per dir e d, è in ogni caso il comportamento predefinito.
-D, --dired
Con il formato lungo (-l), visualizza un riga aggiuntiva dopo
l’output principale:
//DIRED// INI1 FINE1 INI2 FINE2 ...
INIn e FINEn sono interi senza segno che indicano la posizione
in byte dell’inizio e della fine di ciascun nome di file
nell’output. Ciò rende più semplice trovare i nomi per Emacs,
anche quando contengono caratteri inusuali come spazi o newline,
senza bisogno di ricerche complicate.
Se le directory vengono elencate ricorsivamente (-R), visualizza
un riga simile dopo ogni sottodirectory.
//SUBDIRED// INI1 FINE1 ...
-F, --classify, --indicator-style=classify
Aggiunge a ciascun nome di file un carattere che ne indica il
tipo. Ai file eseguibili viene aggiunto un asterisco (*). Gli
altri indicatori di tipo di file sono una «/» per le directory,
una «@» per i collegamenti simbolici, una «|» per le FIFO, un
«=» per i socket, e niente per i file normali.
-G, --no-group
Impedisce la visualizzazione di informazioni sul gruppo negli
elenchi con formato lungo.
-H, --si
Ha lo stesso effetto di -h, ma usa le unità ufficiali SI (con
potenze di 1000 piuttosto che di 1024, per cui M sta per 1000000
invece di 1048576) (novità in fileutils-4.0).
-I, --ignore modello
Non elenca i file i cui nomi corrispondono al modello modello di
shell (e non un’espressione regolare) a meno che non siano dati
nella linea di comando. Come nella shell, un «.» posto
all’inizio del nome del file non corrisponde ad un metacarattere
all’inizio di modello.
-L, --dereference
Elenca informazioni sul file indicato da un collegamento
simbolico, anziché sul collegamento stesso.
-N, --literal
Non include i nomi di file tra apici.
-Q, --quote-name, --quoting-style=c
Include i nomi di file tra doppi apici ed i caratteri non
grafici tra apici, come in C.
-R, --recursive
Elenca ricorsivamente il contenuto di tutte le directory.
-S, --sort=size
Ordina i contenuti delle directory a seconda della dimensione
del file anziché alfabeticamente, con i file più grandi listati
per primi.
-T, --tabsize colonne
Considera ogni stop di tabulatore come ampio colonne colonne. Il
valore predefinito è 8. Per efficienza, ls usa quando possibile
i tabulatori nell’output. Se colonne è zero, i tabulatori non
vengono usati.
-U, --sort=none
Non ordina i contenuti delle directory; li lista nell’ordine in
cui sono memorizzati sul disco. La differenza tra -Ue-f è che il
primo non disabilita né abilita nessuna opzione. Questa opzione
è utile in modo particolare quando vengono elencate grosse
directory, poiché l’assenza di ordinamento può rendere
l’elencazione visibilmente più rapida.
-X, --sort=extension
Ordina i contenuti delle directory alfabeticamente a seconda
dell’estensione dei file (caratteri dopo l’ultimo «.»); i file
senza estensione sono listati per primi.
--block-size=dimensione
Stampa le dimensioni in blocchi da dimensione byte (novità in
fileutils-4.0, ma non funziona).
--color[=quando]
Specifica quando usare il colore per distinguere il tipo di un
file. I colori vengono specificati tramite la variabile
ambientale LS_COLORS. Per informazioni su come impostare questa
variabile, si veda dircolors(1). quando può essere omesso o può
avere uno dei seguenti valori:
none (niente) Non usare i colori. Questo è il comportamento
predefinito.
auto Usa il colore solo se lo standard output è un terminale.
always (sempre) Usa sempre il colore. Specificare --color e non
quando equivale a --color=always.
--full-time
Dà il tempo per esteso piuttosto che la versione data
dall’euristica solita. Il formato è quello predefinito di
date(1); non è possibile alterarlo, ma si può sempre estrarre la
stringa della data con cut(1) e passare il risultato a «date
-d».
L’opzione è particolarmente utile perché così la data comprende
i secondi (i filesystem Unix registrano gli orari dei file con
la precisione di un secondo, per cui l’opzione mostra tutto
quello che c’è da mostrare). Questo può essere utile, per
esempio, quando si ha un Makefile che non rigenera correttamente
i file.
--quoting-style=termine
Usa lo stile termine per virgolettare i nomi in uscita. Il
termine dovrebbe essere uno dei seguenti:
literal
Stampa il nome così com’è: questo è il comportamento
predefinito di ls.
shell Virgoletta i nomi per la shell se contengono
metacaratteri di shell o se possono dare dei risultati
ambigui.
shell-always
Virgoletta i nomi per la shell, anche se di norma non
richiederebbero nessuna virgoletta.
c Virgoletta i nomi come se fossero stringhe in C; è la
stessa cosa dell’opzione -Q.
escape Virgoletta come per c ma omette le virgolette doppie; è
la stessa cosa dell’opzione -b.
Si può predefinire un valore per quest’opzione tramite la
variabile ambientale QUOTING_STYLE (vedi ENVIRONMENT più
sotto).
--show-control-chars
Stampa caratteri non grafici nei nomi dei file letteralmente:
questo è il comportamento predefinito, a meno che l’output sia
su terminale ed il programma sia ls.
OPZIONI GNU STANDARD
--help Stampa un messaggio di spiegazione sullo standard output ed esce
(con successo).
--version
Stampa informazioni sulla versione sullo standard output ed esce
(con successo).
-- Termina l’elenco delle opzioni.
AMBIENTE
La variabile POSIXLY_CORRECT determina la scelta di unità. Se questa
non è impostata, la variabile TABSIZE determina il numero di caratteri
per stop di tabulatore. La variabile COLUMNS (quando contiene una
rappresentazione di un intero decimale) determina la larghezza delle
colonne in uscita (per l’opzione -C). I nomi dei file non devono essere
troncati per farli stare in un formato a più colonne.
Le variabili LANG, LC_ALL, LC_COLLATE, LC_CTYPE e LC_MESSAGES hanno il
solito significato. La variabile TZ determina il fuso orario per le
stringhe di tempo scritte da ls. La variabile LS_COLORS è usata per
specificare i colori usati.
La variabile QUOTING_STYLE è usata per specificare il valore
predefinito per l’opzione --quoting-style. Se non è presente, al
momento è presupposto un valore di literal, ma gli autori hanno
preannunciato che qualche versione futura di ls potrebbe presupporre un
valore di shell.
BACHI
Su sistemi BSD, l’opzione -s riporta, per i file montati via NFS da
sistemi HP-UX, dimensioni che sono metà di quelle corrette. Su sistemi
HP-UX, ls riporta, per i file montati via NFS da sistemi BSD,
dimensioni che sono il doppio di quelle corrette. Ciò è dovuto ad un
errore dell’HP-UX, di cui risente anche il programma ls di HP-UX.
CONFORME A
POSIX 1003.2
VEDERE ANCHE
dircolors(1)
NOTE
Questa pagina descrive ls come si trova nel pacchetto fileutils-4.0;
altre versioni potrebbero differire leggermente. Spedisci correzioni o
aggiunte a aeb@cwi.nl [NdT: ovviamente, problemi nella traduzione
devono essere spediti al traduttore, non agli autori]. Segnala bachi
nei programmi a fileutils-bugs@gnu.ai.mit.edu.