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NOME
mtools - tabella dei dispositivi DOS
DESCRIZIONE
/etc/mtools.conf e ~/.mtoolsrc sono i file di configurazione per gli
Mtools. Questi file di configurazione descrivono le seguenti cose:
o Flag e variabili di configurazione globali
o Flag e variabili di configurazione per disco
o Tabelle di traduzione dei caratteri
/etc/mtools.conf è il file di configurazione per l’intero sistema, e
~/.mtoolsrc è il file per la configurazione privata dell’utente.
Sintassi generale
I file di configurazione sono divisi in sezioni. Ogni sezione inizia
con una parola chiave che identifica la sezione seguita da un due punti
(:). Seguono poi gli assegnamenti alle variabili e i flag. Gli
assegnamenti alle variabili assumono la seguente forma:
nome=valore
I flag sono parole singole senza alcun segno di uguale o valore che le
segue. Una sezione finisce alla fine del file o dove inizia la sezione
successiva.
Le righe che iniziano con un cancelletto (#) sono commenti. I caratteri
di LF sono equivalenti a spazi (tranne quando finiscono un commento). I
file di configurazione sono case insensitive, ad eccezione delle cose
racchiuse tra virgolette (come i nomi di file).
Valori di default
Per molte piattaforme, gli Mtools contengono ragionevoli valori di
default pre-compilati. Si solito non è necessario preoccuparsi dei file
di configurazione se tutto quello che si vuole fare con gli Mtools è
accedere i dischetti. D’altra parte, i file di configurazione sono
necessari se si vogliono usare gli Mtools per accedere alla proprie
partizioni sul disco fisso e ai file hdimage del Dosemu.
VARIABILI GLOBALI
Le variabili globali possono essere impostate a 1 o a 0.
Sono riconosciute le seguenti variabili globali:
MTOOLS_SKIP_CHECK
Se è impostata a 1, gli Mtools evitano molte delle loro
verifiche sull’integrità (sanity check). È necessaria per
leggere qualcuno dei dischi Atari fatti con le prime ROM, i
quali altrimenti non sarebbero riconosciuti.
MTOOLS_FAT_COMPATIBILITY
Se è impsotata a 1, gli Mtools saltano le verifiche sulla
dimensione della FAT. Qualche disco ha una FAT più grande del
necessario. Se questa opzione non è impostata, questi dischi
sarebbero rifiutati.
MTOOLS_LOWER_CASE
Se è impostata a 1, gli Mtools mostrano tutti i nomi di file
corti a tutti caratteri maiuscoli in minuscole. È presente per
permettere un comportamento consistente con le versioni più
vecchie degli Mtools che non riconoscevano i case bit.
Esempio: L’inserimento della seguente riga nel proprio file di
configurazione ‘‘dice’’ agli Mtools di saltare le verifiche
sull’integrità : MTOOLS_SKIP_CHECK=1
Le variabili globali possono essere impostate anche come variabili
d’ambiente: export MTOOLS_SKIP_CHECK=1
OPZIONI E VARIABILI PER UN DRIVE
Le opzioni e le variabili di un drive possono essere definite in una
sezione drive. Una sezione drive inizia con drive lettera-del-drive :
Seguono poi le coppie variabile-valore e le opzioni.
Variabili Drive per Uso Generale
Sono disponibili le seguenti variabili:
file Il nome del file o del device contenente l’immagine del disco. È
obbligatoria. Il nome del file dove essere racchiuso fra
virgolette.
use_xdf
Se è impostata ad un valore diverso da zero, gli Mtools provano
ad accedere a questo disco anche come un disco Xdf. Xdf è un
formato ad alta capacità usato da OS/2. Di default è
disabilitata.
partition
Dice agli Mtools di trattare il drive come un dispositivo
partizionato, e di usare la partizione data. Usando questo
metodo sono accessibili solo partizioni primarie e numerate da 1
a 4. Per le partizioni logiche, si usi la variabile più generale
offset. La variabile partition è pensata per i drive Syquests e
ZIP e le hdimage di Dosemu. Non è raccomandata per i dischi
fissi per i quali è disponibile l’accesso diretto alle
partizioni.
offset Definisce dove inizia nel file il filesystem MSDOS. È utile per
le partizioni logiche negli hdimage di Dosemu, e per i ram disk
ATARI. Di default vale zero, indicando che il filesystem inizia
all’inizio del device o del file.
fat_bits
Il numero di FAT bit. Potrebbe essere 12 o 16. È necessaria
molto raramente, poiché può essere quasi sempre dedotta dalle
informazioni nel boot sector. Al contrario, specificare il
numero di fat bit potrebbe essere realmente dannoso se lo si
sbaglia. Si dovrebbe usare solo se l’autodetect del numero di
fat bit degli Mtools sbaglia, o se si vuole ‘‘mformat-are’’ un
disco con un bizzarro numero di fat bit.
Solo l’opzione file è obbligatoria. Gli altri parametri si possono
anche non specificare. In tal caso è usato un valore di default o
rilevato automaticamente.
Configurazione della Geometria del Drive
Le infomazioni sulla geometria descrivono le caratteristiche fisiche
del disco. Ha tre scopi:
mformat
Le informazioni ‘‘geometriche’’ sono scritte nel boot sector del
disco appena formattato. Comunque, tali informazioni possono
essere fornite anche dalla linea di comando. Si veda mformat(1)
per i dettagli.
filtraggio
In alcuni Unix ci sono device node che supportano solo una
geometria fisica. La geometria è confrontata con la geometria
reale salvata nel boot sector per assicurarsi che il device node
sia in grado si leggere correttamente il disco. Se la geometria
non corrisponde, questa voce drive fallisce, ed è provata la
voce successiva che porta la stessa lettera di drive. Si veda
la sezione successiva "Fornire descrizioni multiple per un
drive" per maggiori dettagli per fornire più descrizioni per una
lettera di drive.
Se non sono fornite informazioni sulla geometria nel file di
configurazione, sono accettati tutti i dischi. Su Linux (e su
Sparc) esistono dei device node con geometria configurabile
(/dev/fd0, /dev/fd1 ecc), e quindi il filtraggio per i disk
drive non è necessario (e ignorato). In Linux gli Mtools
eseguono ancora il filtraggio sui file regolari (disk image):
ciò è principalmente pensato per scopi di test, in quanto io non
avevo accesso ad Unix ai quali servisse realmente il filtraggio.
geometria iniziale
Le informazioni sulla geometria (se disponibili) sono usate
anche per impostare la geometria iniziale di un device node.
Tale geometria iniziale è usata per leggere il boot sector, il
quale contiene la reale geometria. Se non sono fornite
informazioni ‘‘geometriche’’ nel file di configurazione, non
viene fatta nessuna configurazione iniziale. Su Linux, ciò non è
realmente necessario in quanto i dispositivi configurabili sono
in grado, per leggere il boot sector, di rilevare da soli il
tipo di disco abbastanza accuratamente (per il formati più
comuni).
Informazioni sulla geometria sbagliate possono portare ad errori
bizzarri. Ecco perché raccomando fortemente di non usare la
configurazione della geometria finché ciò non sia strettamente
necessario.
Le seguenti variabili sono disponibili per la geometria:
cylinders
Il numero di cilindri.
heads Il numero di testine (lati).
sectors
Il numero di settori per traccia.
Esempio: la seguente sezione drive descrive un drive da 1.44MB:
drive a:
file="/dev/fd0H1440"
fat_bits=12
tracks=80 heads=2 sectors=18
Sono disponibili le seguenti descrizioni geometriche abbreviate:
1.44m disco da 3 1/2 ad alta densità . Equivalente a: fat_bits=12
tracks=80 heads=2 sectors=18
1.2m disco da 5 1/4 ad alta densità . Equivalente a: fat_bits=12
tracks=80 heads=2 sectors=15
720k disco da 3 1/2 a doppia densità . Equivalente a: fat_bits=12
tracks=80 heads=2 sectors=9
360k disco da 5 1/4 a doppia densità . Equivalente a: fat_bits=12
tracks=40 heads=2 sectors=9
Le descrizioni abbreviate dei formati possono essere corrette. Per
esempio, 360k sectors=8 definisce un disco da 320KB ed è equivalente a:
fat_bits=12 tracks=40 heads=2 sectors=8
Opzioni Aperte
Inoltre, sono disponibili le seguenti opzioni:
sync Tutte le operazioni di I/O sono fatte in modo sincrono.
nodelay
Il device o il file è aperto con il flag O_NDELAY. È necessaria
su alcune architetture non Linux.
exclusive
Il device o il file sono aperti con il flag O_EXCL. Sotto Linux,
ciò assicura l’accesso esclusivo al dischetto. In molte altre
architetture, e per i file normali, non ha nessuno effetto.
Fornire descrizioni multiple per un drive
È possibile fornire più descrizioni per un drive. In questo caso, le
descrizioni sono provate fino a che ne è trovata una che si adatta. Le
descrizioni possono fallire per diverse ragioni:
1 perché la geometria non è appropriata,
2 perché non c’è nessun disco nel drive,
3 o a causa di altri problemi.
Le definizioni multiple sono utili quando si usano dispositivi fisici
che sono in grado di supportare una sola geometria del disco. Esempio:
drive a: file="/dev/fd0H1440" 1.44m
drive a: file="/dev/fd0H720" 720k
Ciò istruisce gli Mtools ad usare /dev/fd0H1440 per dischi da 1.44m
(alta densità ) e /dev/fd0H720 per i dischi da 720k (doppia densità ).
Sotto Linux, questa caratteristica non è realmente necessaria, in
quanto il device /dev/fd0 è in grado di trattare qualsiasi geometria.
Si possono usare le descrizioni multiple dei drive per accedere ad
entrambi i propri dispositivi fisici tramite la stessa lettera di
drive:
drive z: file="/dev/fd0"
drive z: file="/dev/fd1"
Con questa descrizione, mdir z: accede al primo drive fisico se questi
contiene un disco. Se il primo drive non contiene un disco, gli Mtools
controllano in secondo drive.
Quando si usano più file di configurazione, le descrizioni dei drive
nei file analizzati per ultimi soverchiano le descrizioni per la stessa
lettera di drive nei file precedenti. Per evitare ciò, si usino le
parole chiave drive+ o +drive invece di drive . La prima aggiunge una
descrizione alla fine della lista (sarà provata per ultima), e la
seconda l’aggiunge all’inizio della lista.
TABELLE DI TRADUZIONE CARATTERI
Se vivi in USA, in Europa dell’ovest o in Australia, puoi saltare
questa sezione.
Introduzione
Il DOS usa codici di mappaggio dei caratteri diversi da Unix. I
caratteri a 7-bit hanno ancora lo stesso significato, solo i caratteri
con l’ottavo bit ne risentono le conseguenze. Per far si che le cose
funzionino, sono disponibili diverse tabelle di traduzione dei
caratteri a seconda del paese in cui si vive. L’‘‘apparenza’’ dei
caratteri è definita usando le code page. Tali code page non sono le
stesse per tutti i paesi. Per esempio, alcune code page non contengono
i caratteri maiuscoli accentati. D’altra parte, alcune code page
contengono caratteri che non esistono in Unix, come certe consonanti
accentate usate nei paesi dell’est europeo. Ciò ha effetto su due cose,
relativamente ai nomi di file:
caratteri maiuscoli
Nei nomi corti, sono permessi solo caratteri maiuscoli. Questo
vale anche per i caratteri accentati. Per esempio, in una code
page che non contiene caratteri maiuscoli accentati, i caratteri
minuscoli accentati saranno trasformati nelle loro controparti
non accentate.
nomi di file lunghi
La Micro$oft è finalmente rinsavita e usa un mappaggio più
standard per i nomi di file lunghi. Usa Unicode, che è in
pratica una versione a 32 bit dell’ASCII. I suoi primi 256
caratteri sono identici all’ASCII Unix. Quindi, le code page
hanno effetto anche sulla corrispondenza tra i codici usati nei
nomi lunghi e quelli usati nei nomi corti.
Gli Mtools suppongono che i nomi di file immessi della riga di comando
abbiano il mappaggio Unix, e traducono i caratteri per ottenere i nomi
corti. Di default, è usata la code page 850 con il mappaggio Svizzero
tra maiuscole e minuscole. Ho scelto questa code page, perché il suo
l’insieme dei caratteri esistenti è quello che più corrisponde con
quello Unix. Inoltre questa code page copre molti caratteri usati in
USA, Australia e Europa dell’ovest. Comunque è ancora possibile
scegliere un mappaggio differente. Ci sono due metodi: la variabile
country e le tabelle esplicite.
Configurazione usando Country
La variabile COUNTRY è raccomandata per chi ha anche accesso ai file di
sistema dell’MSDOS e alla loro documentazione. Io non ho accesso a
questi, e suggerisco in questo caso di usare le tabelle esplicite.
Sintassi: COUNTRY="nazione[,[codepage],country.sys]"
Ciò dice agli Mtools di usare una tabella di traduzione Unix-to-DOS che
corrisponde alla codepage e una tabella minuscole-maiuscole per nazione
e di usare il file country.sys per avere la tabella minuscole-
maiuscole. Il codice della nazione è molto spesso il prefisso
telefonico della nazione. Si faccia riferimento alla pagina d’aiuto del
DOS su "country" per maggiori dettagli. I parametri codepage e
country.sys sono opzionali. Si prega di non scrivere anche le parentesi
quadre, ci sono solo per dire che quei parametri sono opzionali. Il
file country.sys è fornito con MSDOS. In molti casi non se ne ha
bisogno, in quanto le più comuni tabelle di traduzione sono compilate
dentro gli Mtools. Perciò, non ci si preoccupi se si usa una macchina
con solo Unix nella quale non c’è questo file.
Se non è data la codepage, è usata quella di default per la nazione. Se
non è dato il parametro country.sys, sono usate le tabelle minuscole-
maiuscole di default compilate all’interno. Ciò è utile per gli altri
Unix piuttosto che per Linux, che possono non avere a disposizione il
file country.sys.
Le tabelle Unix-to-DOS non sono contenute nel file country.sys, e
quindi gli Mtools usano sempre quelle precompilate di default. Perciò,
è supportato solo un numero limitato di code page. Se manca la propria
code page preferita, e se si conosce il nome del file di Windows95 che
contiene tale mappa, fatemelo sapere a Alain.Knaff@inrialpes.fr .
La variabile COUNTRY può essere impostata anche come variabile
d’ambiente.
Configurazione usando tabelle di traduzione esplicite
Le tabelle di traduzione possono essere definite nel file di
configurazione. Sono necessarie due tabelle: prima la tabella Unix-to-
DOS, e poi la tabella minuscole-maiuscole. Una tabella Unix-to-DOS
inizia con la parola chiave tounix, seguita da un due punti, e da 128
numeri esadecimali. Una tabella minuscole-maiuscole inizia con la
parola chiave fucase, seguita da un due punti, e da 128 numeri
esadecimali.
Le tabelle illustrano solo le traduzioni per i caratteri il cui codice
è maggiore di 128, in quanto le traduzioni per i codici minori sono
triviali.
Esempio:
tounix:
0xc7 0xfc 0xe9 0xe2 0xe4 0xe0 0xe5 0xe7
0xea 0xeb 0xe8 0xef 0xee 0xec 0xc4 0xc5
0xc9 0xe6 0xc6 0xf4 0xf6 0xf2 0xfb 0xf9
0xff 0xd6 0xdc 0xf8 0xa3 0xd8 0xd7 0x5f
0xe1 0xed 0xf3 0xfa 0xf1 0xd1 0xaa 0xba
0xbf 0xae 0xac 0xbd 0xbc 0xa1 0xab 0xbb
0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0xc1 0xc2 0xc0
0xa9 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0xa2 0xa5 0xac
0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0xe3 0xc3
0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0xa4
0xf0 0xd0 0xc9 0xcb 0xc8 0x69 0xcd 0xce
0xcf 0x5f 0x5f 0x5f 0x5f 0x7c 0x49 0x5f
0xd3 0xdf 0xd4 0xd2 0xf5 0xd5 0xb5 0xfe
0xde 0xda 0xd9 0xfd 0xdd 0xde 0xaf 0xb4
0xad 0xb1 0x5f 0xbe 0xb6 0xa7 0xf7 0xb8
0xb0 0xa8 0xb7 0xb9 0xb3 0xb2 0x5f 0x5f
fucase:
0x80 0x9a 0x90 0xb6 0x8e 0xb7 0x8f 0x80
0xd2 0xd3 0xd4 0xd8 0xd7 0xde 0x8e 0x8f
0x90 0x92 0x92 0xe2 0x99 0xe3 0xea 0xeb
0x59 0x99 0x9a 0x9d 0x9c 0x9d 0x9e 0x9f
0xb5 0xd6 0xe0 0xe9 0xa5 0xa5 0xa6 0xa7
0xa8 0xa9 0xaa 0xab 0xac 0xad 0xae 0xaf
0xb0 0xb1 0xb2 0xb3 0xb4 0xb5 0xb6 0xb7
0xb8 0xb9 0xba 0xbb 0xbc 0xbd 0xbe 0xbf
0xc0 0xc1 0xc2 0xc3 0xc4 0xc5 0xc7 0xc7
0xc8 0xc9 0xca 0xcb 0xcc 0xcd 0xce 0xcf
0xd1 0xd1 0xd2 0xd3 0xd4 0x49 0xd6 0xd7
0xd8 0xd9 0xda 0xdb 0xdc 0xdd 0xde 0xdf
0xe0 0xe1 0xe2 0xe3 0xe5 0xe5 0xe6 0xe8
0xe8 0xe9 0xea 0xeb 0xed 0xed 0xee 0xef
0xf0 0xf1 0xf2 0xf3 0xf4 0xf5 0xf6 0xf7
0xf8 0xf9 0xfa 0xfb 0xfc 0xfd 0xfe 0xff
La prima tabella mappa i codici carattere DOS in codici carattere Unix.
Per esempio, si consideri il carattere DOS con numero 129. Questa è una
u con due puntini sopra. Per tradurlo in Unix prendiamo il carattere
numero 1 nella prima tabella (1 = 129 - 128). Questi è 0xfc
(attenzione: la numerazione parte da 0). La seconda tabella mappa i
caratteri minuscoli DOS nei caratteri maiuscoli DOS. La stessa
minuscole u coi puntini viene mappata nel carattere 0x9a, che è la U
maiuscola con i puntini in DOS.
Caratteri Unicode maggiori di 256
Se un nome MSDOS esistente contiene caratteri Unicode maggiori di 256.
questi sono tradotti in underscore ("_") o in caratteri vicini come
aspetto. Per esempio, le consonanti accentate sono tradotte nelle loro
controparti non accentate. Tali traduzioni sono usate per mdir e per i
nomi di file generati con mcopy. Anche Linux supporta Unicode, ma
sfortunatamente ancora troppo poche applicazioni lo supportano per
preoccuparsi di lui negli Mtools. Molto più importate è che xterm non
può mostrare gli Unicode. Se c’è sufficiente richiesta potrei includere
il supporto per Unicode nei nomi di file Unix.
Avvertimenti: Quando si cancella un file con gli Mtools, l’underscore
corrisponde a tutti i caratteri che non possono essere rappresentati in
Unix. Si faccia attenzione prima di fare mdel!
LOCAZIONE DEI FILE DI CONFIGURAZIONE E ORDINE DI ANALISI
I file di configurazione sono analizzati nel seguente ordine:
1 valori di default compilati
2 /etc/mtools.conf
3 /etc/mtools Questo è solo per compatibilità all’indietro, e è
analizzato solo se non esiste mtools.conf.
4 ~/.mtoolsrc.
Le opzioni definite negli ultimi file soverchiano quelle definite nei
precedenti. Drive definiti nei primi file continuano a esistere se sono
sono soverchiati negli ultimi file. Per esempio, i drive A e B possono
essere definiti in /etc/mtools.conf e i drive C e D possono essere
definiti in ~/.mtoolsrc Comunque, se anche ~/.mtoolsrc definisce il
drive A, questo nuova descrizione si sovrapporrà alla descrizione del
drive A presente in /etc/mtools.conf invece di aggiungersi a questa. Se
si vuole aggiungere una nuova descrizione ad un drive già descritto in
un file precedente, si usi la parola chiave +drive o drive+.
COMPATIBILITÀ ALLâ€â€™INDIETRO
La sintassi qui descritta è per la nuova versione mtools-2.5.4. La
vecchia sintassi line-oriented è ancora supportata. Ogni riga che inizi
con una sola lettera è assunta essere una descrizione di drive che usa
la vecchia sintassi. Sezioni drive con il vecchio stile e il nuovo
possono coesistere nello stesso file di configurazione, in modo da
rendere più facile l’aggiornamento. Il supporto per la vecchia sintassi
potrebbe infine essere tralasciato, e per scoraggiarne l’uso, me ho qui
omesso la descrizione.
FILE
/etc/mtools.conf, ~/.mtoolsrc
VEDERE ANCHE
mtools(1)
5 dicembre 1995 MTOOLS(5)