Provided by:
manpages-it_0.3.4-5_all 
NOME
mountd - demone per il mount NFS
SINTASSI
/usr/etc/rpc.mountd [ -f exports-file ] [ -d facility ] [ -P port ]
[ -Dhnprv ] [ --debug facility ] [ --exports-file=file ] [ --help ]
[ --allow-non-root ] [ --re-export ] [ --version ]
DESCRIZIONE
Il programma mountd è un demone per il mount NFS: ricevendo una
richiesta MOUNT da un cliente NFS, la verifica usando l’elenco dei file
system esportati in /etc/exports. Se al cliente è permesso montare il
file system, mountd crea un file handle per la directory che è stata
richiesta, e aggiunge una voce a /etc/rmtab. Ricevendo una richiesta
UMOUNT, rimuove la voce del cliente da rmtab. Si noti, però, che un
cliente potrebbe continuare ad usare il file handle anche dopo una
richiesta UMOUNT (per esempio, se il cliente innestasse lo stesso file
system remoto in due punti diversi). In maniera simile, se il cliente
ripartisse senza comunicarlo a mountd allora una voce inutile
sopravviverebbe in rmtab.
Avvio da inetd
mountd può essere avviato da inetd piuttosto che all’avvio aggiungendo
queste due righe a /etc/inetd.conf:
mount/1-2 dgram rpc/udp wait root /usr/sbin/rpc.mountd rpc.mountd
mount/1-2 stream rpc/tcp wait root /usr/sbin/rpc.mountd rpc.mountd
Se avviato da inetd, mountd terminerà dopo un certo periodo
d’inattività .
OPZIONI
-f o --exports-file
Questa opzione specifica il file delle esportazioni, che elenca
i clienti che questo server è preparato a servire e i parametri
da applicare ad ognuno di questi mount (si veda exports(5)). Le
esportazioni sono di natura lette da /etc/exports.
-d o --debug
Registra ogni transazione in modo esauriente su standard error.
Le attività sono registrate come call per tutte le chiamate,
auth per le autentifiche cliente, fhcache per le operazioni
sulla cache dei file handle, rmtab per le modifiche fatte a
/etc/rmtab. Di natura, le registrazioni sono spedite a syslogd,
a meno che il demone stia girando in primi piano.
-F or --foreground
A differenza del funzionamente usuale, mountd, con
quest’opzione, non si distacca dal terminale. La diagnostica
eventualmente richiesta viene inviata su standard error.
-h o --help
Fornisce un breve sommario d’aiuto.
-n o --allow-non-root
Permette alle richieste di mount in arrivo di essere onorate
anche se non sono originate da porte IP riservate. Alcune tra le
più vecchie implementazioni dei clienti NFS la richiedono;
qualche nuova implementazione del cliente NFS non crede nella
verifica delle porte riservate.
-P No_porta or --port No_porta
Fa sì che mountd ascolti sulla porta No_porta invece che su una
porta a caso. Di natura, mountd ascolta sulla porta mount/udp
specificata in /etc/services, oppure, se questa non è stata
definita, su qualche porta inferiore a 1024 scelta
arbitrariamente.
-p o --promiscuous
Pone il server in modalità promiscua nella quale servirÃ
qualsiasi nodo nella rete.
-r o --re-export
Permette l’esportazione di file system importati con NFS o SMB.
Ciò può essere usato per rendere la macchina un ripetitore
NFS/SMB. Una certa cautela dovrebbe essere usata quando si
riesportano dei mount ciclici in quanto rientrando nel punto
d’innesto si causa uno stallo (deadlock) tra il cliente e il
server.
-v o --version
Riporta la versione corrente del programma.
Controllo dâ€â€™accesso
Per migliorare la sicurezza, l’accesso a mountd può essere limitato
alla libreria «TCP wrapper», parte del pacchetto tcp_wrappers di Wietse
Venema. Quest’opzione deve essere abilitata al momento della
compilazione. Per restringere l’accesso ai soli nodi della propria rete
locale (diciamo 192.168.1.0), si devono aggiungere queste due righe a
/etc/hosts.allow:
rpc.mountd : 192.168.1. : allow
rpc.mountd : ALL : deny
Questo suppone che TCP wrapper sia stato compilata con le opzioni
abilitate (cosa caldamente raccomandata): sennò bisogna aggiungere
queste due righe, rispettivamente, a /etc/hosts.allow e
/etc/hosts.deny:
# hosts.allow:
rpc.mountd : 192.168.1
# hosts.deny
rpc.mountd : ALL
Dopo aver cambiato queste informazioni, bisogna far ripartire mountd
perché le modifiche siano efficaci: lo si può fermare e far ripartire,
oppure gli si può inviare un signale HUP.
BACHI
Le informazioni in /etc/rmtab sono più spesso sbagliete che giuste.
SEGNALI
Dopo aver ricevuto un SIGHUP, mountd rilegge il file exports ed
eventuali restrizioni all’accesso dai file /etc/hosts.allow e
/etc/hosts.deny. Si noti che modifiche fatte alle esportazioni
prenderanno effetto solo dopo aver spedito un SIGHUP pure a nfsd .
FILE
/etc/exports
/etc/rmtab
VEDERE ANCHE
exports(5), nfsd(8), ugidd(8C), showmount(8).
11 agosto 1997 MOUNTD(8)